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Discipline formative: approfondamenti sulle discipline trasmesse dall'istituto.


L'elevato tasso di cambiamento che da diversi anni caratterizza gli scenari di mercato a livello mondiale, richiede capacità manageriali sempre più volte alla comprensione della complessità, dell'impatto organizzativo della stessa ma soprattutto un approccio nella gestione delle persone diverso rispetto allo stile di leadership pregresso.

Proprio perché il cambiamento così rapido e inatteso rende inefficaci gli schemi tradizionali di reazione, dobbiamo riflettere su qual è il modo migliore d'essere leader oggi.

Guardando agli effetti generati dal processo d'accelerazione in atto, possiamo rilevare all'interno delle organizzazioni un aumento dell'incertezza legata da un lato all'impossibilità di effettuare previsioni a medio lungo termine e dall'altro all'adeguamento continuo delle strategie e della struttura. A ciò si unisce un profondo senso di disorientamento generale con conseguente aumento della tensione e della dispersione mentale. Le persone si trovano ad iniziare e ad interrompere continuamente progetti, a cambiare i propri riferimenti gerarchici, ad intervenire con logiche di pronto intervento esaltando più un'operatività istintuale che metodologie di lavoro ponderate e al contempo flessibili.

In tale quadro i fattori competitivi si discostano dai valori gestionali del passato come il controllo, la precisione, la normatività e la gerarchia richiedendo piuttosto caratteristiche quali la tempestività, l'autonomia decisionale, la creatività ma soprattutto l'autorevolezza manageriale; in altre parole ad un leader non basta più il potere conferito dal ruolo, a lui è richiesto un potere carismatico in grado di orientare emotivamente le persone siano esse i propri collaboratori o i propri clienti. Se di per sé il quadro sin qui descritto può essere vissuto negativamente, in realtà la mancanza di riferimenti e la crisi degli schemi tradizionali offrono la possibilità di reinventarsi come managers ma soprattutto di sperimentarsi in modo più profondo e autentico come uomini e donne.

L'autorevolezza intesa come autorità non tanto di ruolo quanto piuttosto autorità in se stessi ci porta a rivedere il concetto di potere. Innanzitutto l'autorità di ruolo si fonda sul potere conferito mentre l'autorità in se stessi si basa sul potere carismatico, se da un lato il potere conferito è dato dunque dall'esterno il potere carismatico è insito nella persona; mentre l'uno può essere tolto l'altro è imprescindibile dal soggetto; infine se il primo genera identificazione e si ferma alla forma, il secondo è libero da schemi precostituiti e riguarda la sostanza.

Approfondendo l'etimologia della parola scopriamo che il termine italiano Potere, deriva dal verbo latino “ posse”, che vuol dire essere capace , composto a sua volta da: “ Potis ”(derivato da un'antica base indoeuropea) ciò che può e dal verbo “esse ”, che significa essere. Potere significa ciò che può essere , e sta ad indicare l'autentica espressione di sé.

L'autorità in se stessi presuppone la consapevolezza su tre livelli: mentale, emotivo, corporeo; ciò implica uno sforzo volontario volto sia alla comprensione delle proprie meccanicità che alla scoperta dei propri talenti. Un percorso umano dunque che prescinde dal ruolo ma che fortificando l'uomo che lo sottende ne amplifica le azioni.
Il potere è un profumo in grado di coinvolgere e trascinare, oggi sempre più le persone ricercano seppur inconsapevolmente leader carismatici in grado di orientarle e sostenerle emotivamente laddove lo scenario è fatto sempre più di incertezze e di timori.

Ho voluto scrivere questo articolo per rispondere a coloro i quali pensano che lo sviluppo personale e la frequentazione di un'accademia di ricerca quale I.E.A.U. siano da confinare all'ambito privato e che pertanto non abbiano nulla a che vedere con il ruolo e con le responsabilità manageriali.

Le tecniche apprese negli anni di frequenza dell'accademia I.E.A.U. mi hanno consentito di verificare sul campo l'efficacia delle stesse nell'ambito della formazione aziendale.

Nella mia esperienza professionale, raccolgo sempre più la richiesta da parte di imprenditori e managers di fornire loro strumenti manageriali per gestire il conflitto, la motivazione e le resistenze al cambiamento in azienda. Secondo la mia opinione non esistono ricette precostituite, inoltre gli strumenti se vengono applicati di default, senza considerare le dinamiche umane sottese, facilmente sortiscono gli effetti contrari. Il partire da se stessi sperimentando tecniche che consentano di utilizzare appieno le proprie risorse liberandosi da schemi precostituiti e da pregiudizi, è la reale risposta al grande e sempre più diffuso bisogno di orientamento.

Il sé diventa dunque un radar in grado di captare i segnali minimi dell'ambiente e delle persone consentendo di intervenire più rapidamente e più oggettivamente rispetto al passato.

Il miglior modo di prevedere il futuro, è inventarlo; inventarlo partendo innanzitutto da una nuova sperimentazione di se stessi che per legge degli effetti genererà inevitabilmente il cambiamento desiderato in tutto il nostro sistema.

dott. Marta Residori

Psicologa, consulente nell'ambito della formazione manageriale

L'autorità in se stessi presuppone la consapevolezza su tre livelli: mentale, emotivo, corporeo; ciò implica uno sforzo volontario volto sia alla comprensione delle proprie meccanicità che alla scoperta dei propri talenti. Un percorso umano dunque che prescinde dal ruolo ma che fortificando l'uomo che lo sottende ne amplifica le azioni.
Il potere è un profumo in grado di coinvolgere e trascinare, oggi sempre più le persone ricercano seppur inconsapevolmente leader carismatici in grado di orientarle e sostenerle emotivamente laddove lo scenario è fatto sempre più di incertezze e di timori.