Non è cosa facile addentrarsi nell’universo della cultura cinese sviluppatasi fin dagli albori della comparsa dell’uomo sul pianeta (Homo Pekinensis-Pleistocene medio 1.000.000-100.000 anni fa) e su un territorio più vasto dell’Europa; ancor meno è possibile, in un breve articolo, essere esaustivi nel parlare di Medicina Cinese che da questo contesto culturale non può essere avulsa. Vi propongo quindi solo alcuni spunti di riflessione.
Il fatto che, dal particolare punto di vista Occidentale, la Cina sia considerato un paese arretrato è un equivoco storico che ha la sua origine nel diverso atteggiamento culturale e filosofico. In occidente la cultura greca con le sue polis genera un seme “individualistico“ che tutte le altre culture acquisiranno solo molto più tardivamente con un incremento strettamente legato al rapporto di vicinanza con la cultura greca e al tipo di chiusura delle strutture economiche originarie.
In Italia, durante gli anni che vanno dal 1200 al 1500 d.C., assistiamo al recupero di questa visione dello stato e alla rivoluzione filosofica e culturale che pone, al centro dell’universo, l’uomo e la sua psiche quale elemento creativo e forza evolutiva capace di contrastare e modificare i rapporti naturali; con ciò si viene a troncare la tradizionale visione dell’uomo quale elemento tra gli elementi in perenne equilibrio con la natura.
Da questi nuovi presupposti prende il via il vertiginoso sviluppo del pensiero scientifico-tecnologico e l’attitudine a considerare tutto ciò che ci circonda come ‘materia’ ad uso e beneficio dell’uomo.
In Cina tutto ciò non si è mai verificato completamente, il tentativo deciso di rottura con la tradizione, iniziato durante la rivoluzione culturale (1945-60), non è mai stato posto completamente in essere ed il pensiero cinese ha continuato a svilupparsi con gli stessi metodi di sempre, stratificandosi su presupposti millenari.
L’esempio più eclatante di questo atteggiamento di ricerca documentaria è rappresentato dalla raccolta e sistematizzazione delle conoscenze filosofiche e culturali preesistenti, avvenuta durante il periodo degli stati combattenti (dinastia Han, 400-200 a.C.). Nella visione filosofico-culturale cinese, macrocosmo e microcosmo sono legati da leggi naturali e da inscindibili legami cosmologici e numerologici e si plasmano e influenzano reciprocamente.
L'unità uomo-cosmo fa sì che le stesse leggi che governano l'ambiente siano applicabili all'individuo, alla sua struttura fisica e alla sua organizzazione sociale; la saggezza, considerato il valore più apprezzabile, consiste nel riuscire ad adeguare la propria vita alle leggi universali e chi trae beneficio dall’armonia delle cose non è solo l’individuo ma la società degli uomini ed il cosmo stesso.
Questo concetto rende evidente come, in Cina, la filosofia abbia occupato lo spazio culturale che nel mondo occidentale è stato delle religioni.
La filosofia cinese non è solo strumento conoscitivo ma è soprattutto stimolo alla sperimentazione, in questa visione la conoscenza filosofica viene vissuta nella realtà quotidiana come determinazione di un'etica personale che si riflette sulla società in quanto parte reciproca dell’essere.
A causa delle differenze culturali e linguistiche vi è sempre stata una considerevole difficoltà a comprendere i presupposti filosofici e teorici alla base della medicina cinese pur constatandone inevitabilmente l’efficacia anche per le tecniche terapeutiche come l’agopuntura e la moxibustione. Fin dai tempi del missionario gesuita Matteo Ricci (inizio XVII secolo d.C.) gli occidentali che si sono confrontati con questa medicina hanno cercato di estrapolare la “tecnica terapeutica” dal suo contesto culturale e teorico e tentato di reinterpretarne gli elementi superstiti sulla base delle teorie occidentali, dimenticando che una teoria è l'interpretazione, un punto di vista di un fatto e non il fatto stesso.
Giulia Boschi in: Medicina cinese: la radice e i fiori, ci porta un simpatico esempio degli inconvenienti creati in particolar modo dalla barriera linguistica: ‹‹…se doveste immaginare una donna con: “…la pelle come strutto, il collo come larva di bruco, i denti come semi di melone, la testa di cicala, le sopracciglia di falena.” – non ne trarreste certo un’impressione gradevole. In realtà queste caratteristiche (tratte da un antica poesia del Classico delle Odi) sono intese ad esaltare la bellezza femminile. Solo conoscendo i canoni di bellezza cinesi e a quali immagini essi vengono associati, il lettore sarà in grado di apprezzare questa poesia senza travisarne il significato. ››
In ogni cultura umana i principi del pensiero filosofico vengono applicati anche alle scienze ed alla medicina così, nella cultura cinese, la concezione di yin e yang quali elementi in continuo rapporto dinamico reciproco, sono considerati origine di tutto ciò che è manifesto; gli organi del corpo umano vengono concepiti come sistemi funzionali e non solo come strutture anatomiche e per effetto del mutare dinamico dell’energia assolvono numerose funzioni fisiologiche in perenne relazione dinamica con gli altri organi-sistema del corpo, con il cielo e la terra.
Questa visione teorica, si basava però su una solida sperimentazione e confronto con i fenomeni osservati nella pratica quotidiana, tanto che già oltre 2000 anni fa i cinesi raggiunsero conoscenze anatomiche e fisiopatologiche che in occidente sono conquiste relativamente recenti, basti pensare, ad esempio, che già precedentemente all’epoca Han i medici cinesi avevano compreso che il midollo spinale contribuisce alla formazione del sangue e che conoscevano benissimo la circolazione sanguigna, acquisizione che in occidente risale a pochi secoli fa.
L’origine della medicina cinese è davvero antichissima e l’agopuntura, una delle tecniche di questo sistema terapeutico, data indietro di almeno 4-6000 anni come dimostra il ritrovamento di aghi di pietra in scavi archeologici (1960) nella Mongolia interna.
Il complesso sistema diagnostico e terapeutico, origina e si sviluppa nell’arco di almeno 2-3000 anni raccogliendo esperienze di zone diverse del territorio dell’attuale Cina. Il primo testo noto che raccoglie in modo sistematico questo sapere è il Huan Ti Nei Ching (Il Classico di Medicina Interna dell’Imperatore Giallo), iniziato durante il periodo degli Stati Combattenti (476-222 a.C.) e che ha subito aggiunte e riedizioni fino all’epoca Song (versione di Shi Song del 1155 d.C.. In questo testo compaiono descrizioni di molte sindromi, il decorso delle malattie e la funzione dei meridiani principali e la descrizione dell’utilizzo di molti punti di agopuntura quali metodi di cura.
Risalgono al II e il III secolo a.C. molti altri testi fondamentali della medicina cinese come il Nanjing (classico delle domande difficili); lo Shanghan Zabing Lun (trattato su diverse malattie febbrili); lo Shennong Bencaojing (classico di erboristeria di Shen Nong); il Maijing (classico del polso) per citare solo i più importanti.
La cosa più sorprendente è che questi testi, nella loro versione originaria, sono utilizzati ancor oggi per lo studio della medicina, le edizioni successive costituiscono soltanto degli ampliamenti o specificazioni di questa visione integrata della fisiologia e delle patologie umane e animali (i cinesi hanno sviluppato parallelamente alla medicina umana una medicina veterinaria!) e introducono spiegazioni e interpretazioni di passaggi poco chiari, nell’originale, a causa del linguaggio arcaico o di frammenti mancanti nei testi più antichi; l’interpretazione degli eventi fisiopatologici e dei trattamenti terapeutici che sono descritti nei testi antichi non sono mai stati confutati, ma confermati fino al presente da oltre 3000 anni di sperimentazione clinica!
La grande conoscenza medica è anche testimoniata dall’insegnamento di tipo accademico della medicina fin dal 500 a.C., pur se destinato esclusivamente ai medici di corte. A causa della vastità del territorio cinese, gli altri medici (che non potevano frequentare corsi organizzati) dovevano avvalersi di insegnamenti alternativi che potevano consistere nell’appartenenza ad una famiglia i cui membri praticavano la professione da più generazioni oppure sottostare all’apprendistato come discepolo o figlio adottivo di un maestro (medici itineranti). Successivamente, 600 anni prima che in Europa sotto la dinastia Tang (nel 624 d.C) fu istituita ed ufficializzata l'Accademia Imperiale di Medicina, una vera e propria università dotata di programmi didattici rivolti all'insegnamento della farmacologia, dell'agopuntura, della dietetica e del massaggio; superati i corsi di base, gli allievi, dopo una selezione meticolosa, accedevano ai corsi clinici nei diversi reparti.
Nel secolo scorso è avvenuto un parziale ricongiungimento tra pensiero orientale ed occidentale e paradossalmente negli ultimi decenni si è rinnovato l’interesse per questo millenario bagaglio di esperienze costituito dalla medicina cinese e dalle teorie filosofiche su cui essa si basa; in queste teorie sono state trovate sorprendenti analogie con le più moderne teorie occidentali della fisica e della biologia; per esempio: Il modello yin/yang su cui si basa l’I Ching (concepito oltre 5000 anni fa e summa del pensiero filosofico cinese e sistema di interpretazione di tutti i fenomeni) è il primo sistema binario ed è paragonabile al linguaggio matematico utilizzato oggi per codificare il funzionamento dei sistemi informatici; è anche stato osservato che il sistema matematico dell’I Ching è assimilabile al modello matematico che sostiene la struttura del DNA.
Scopriamo inoltre che la teoria della relatività ha dimostrato come la massa sia una forma di energia e che quindi energia e massa appaiono come aspetti diversi di uno stesso sistema dinamico; ciò implica il fatto che una qualsiasi particella non può essere considerata come un oggetto statico ma intesa come una configurazione in equilibrio con l’universo. Ulteriori punti di collegamento tra oriente e occidente sono rilevabili all’interno della fisica moderna dove l'universo appare oggi, agli studiosi, come un tutto dinamico interdipendente e tale concezione è molto vicina a quella delle antiche filosofie orientali.
Numerose sperimentazioni secondo canoni di scientificità occidentali sono state condotte, negli ultimi decenni, sull’efficacia della medicina cinese, i risultati di queste sperimentazioni hanno portato al riconoscimento della validità di queste tecniche terapeutiche da parte di organismi ufficiali occidentali quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Federal Drug Administration (il più importante organo di controllo governativo statunitense in materia di medicina).
In Italia si tarda, a livello istituzionale, a dare il giusto spazio a queste conoscenze mediche ma si nota un sempre maggiore interesse da parte di tutti (medici e pazienti) verso le conoscenze della medicina tradizionale cinese poiché si rivela essere un sistema estremamente raffinato sia negli aspetti diagnostici che terapeutici fondandosi sulla prevenzione delle malattie oltre che sulla cura dal memento che identifica e agisce sulla cura delle ‘radici’ del disturbo e mira al ripristino dell’equilibrio naturale del ‘sistema’ mente-corpo-ambiente.
Tale equilibrio è di per sé in grado di far produrre al nostro corpo buona parte delle sostanze di cui esso necessita per i processi di guarigione e per il suo ben-essere. Analogamente cercare l’equilibrio nell’incontro di culture e di conoscenze diverse può portare ad una rinnovata, più ampia e armonica visione della realtà, che non cesserà comunque di essere… unica.
Dr. Manuela Mazzoli
Otorinolaringoiatra
Specialista in medicina cinese
Bibliografia
• Aghi celesti – storia e fondamenti razionali dell’agopuntura e della moxibustione. Lu Gwei-Djen e Joseph Needham.Torino, Einaudi 1984.
• Medicina cinese: la radice e i fiori. Giulia Boschi. Genova, Erga Edizioni 1997.
• Storia della Cina. M. Sabattini e P. Santangelo. Bari, Laterza 1985.
• Il tao del Caos. Katya Walter. Casale Monferrato (AL), PIEMME 1999.
• Il tao della fisica. Fritjof Capra. Milano, Adelphi X ed. 1998.
• Il corpo taoista. Kristofer Schipper. Roma, Ubaldini ed. 1983.
• Agopuntura-evidenze cliniche e sperimentali, aspetti legislativi e diffusione in Italia. AA vari. Milano, C.E.A. 2000.
• I King - il libro dei mutamenti. Cura di Giorgio Mantici, Roma, casa ed. Astrolabio –Ubaldini, 1995.
La filosofia cinese non è solo strumento conoscitivo ma è soprattutto stimolo alla sperimentazione, in questa visione la conoscenza filosofica viene vissuta nella realtà quotidiana come determinazione di un'etica personale che si riflette sulla società in quanto parte reciproca dell’essere.
A causa delle differenze culturali e linguistiche vi è sempre stata una considerevole difficoltà a comprendere i presupposti filosofici e teorici alla base della medicina cinese pur constatandone inevitabilmente l’efficacia anche per le tecniche terapeutiche come l’agopuntura e la moxibustione.
Fin dai tempi del missionario gesuita Matteo Ricci (inizio XVII secolo d.C.) gli occidentali che si sono confrontati con questa medicina hanno cercato di estrapolare la “tecnica terapeutica” dal suo contesto culturale e teorico e tentato di reinterpretarne gli elementi superstiti sulla base delle teorie occidentali, dimenticando che una teoria è l'interpretazione, un punto di vista di un fatto e non il fatto stesso.