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UNA BREVE ANALISI DEGLI ASPETTI INARMONICI DELLE NOSTRE ABITAZIONI.


L'uomo civilizzato vive il 90% della sua vita in ambienti chiusi; e sempre più si ammassa nelle città, queste macroscopiche alterazioni della natura che distruggono e disprezzano le condizioni fondamentali da cui dipende la vita stessa dell'uomo, portando ad un inarrestabile declino della qualità dello spazio vitale.
Non si può ipotizzare che i cittadini abbandonino la città, dalle allettanti infrastrutture, per un ritorno bucolico alla campagna. Né si può aspettare che i governi varino nuovi quartieri-modello dove la vita sia ecologica: bisogna che ognuno, da solo e per un suo grado di consapevolezza, inizi a guardare con occhi nuovi e coscienti il proprio abito-casa e, senza sentimentalismi o incertezze, lo analizzi come il medico analizza il proprio malato per poi porsi alla cura delle patologie che ha riscontrato.
Occorre considerare la casa come organismo che vive con chi abita, nell'antica relazione corpo-casa-cosmo, percependo l'involucro abitativo come una «terza pelle». Al pari delle prime due, il derma ed i vestiti, deve proteggere l'organismo che contiene, ma anche metterlo in rapporto con l'ambiente circostante: costituita da pavimento, pareti e soffitto la casa deve garantire una elevata permeabilità al vapore acqueo e alle radiazioni cosmico-terrestri, oltre a possedere proprietà termo-regolatrici in maniera bilanciata (deve poter accumulare calore e rilasciarlo con gradualità).
Sulla base di questi primi semplici parametri appare una chiara evidenza:
LE NOSTRE CASE SONO MALATE.
Considerazioni di semplicità ed economicità costruttiva, unite alla ricerca del risparmio energetico hanno esasperato le prerogative di protezione attribuite alla casa, rendendo le moderne abitazioni virtualmente sigillate: infissi in alluminio stagni, pareti isolate con isolanti chimici non permeabili, areazioni ridotte al minimo, rendono problematico smaltire gli inquinanti che si formano all'interno. Non solo ma le nostre case sono costruite con materiali più o meno pericolosi e facilmente degradabili, sono rumorose, presentano continui elementi rischiosi e, spesso, non sono neppure adatte al clima del luogo.
Una recente ricerca dell'istituto di Ecotossicologia di Francoforte sostiene che in Germania addirittura tra il 60 ed il 70% della popolazione accusa disturbi causati dagli edifici malati.
La sindrome da edifici compare con sintomi e con cause sempre diversi: la stanchezza e la svogliatezza, la detonificazione, l'inappetenza o la nausea, l'irritazione delle mucose e delle prime vie respiratorie e i mal di testa. La cosa interessante è che, normalmente, tutti questi disturbi scompaiono quando si lascia l'edificio.
Le cause sono imputabili alla cattiva qualità dell'aria, dovuta all'anidride carbonica, ai particolati (pulviscolo da materiali inadatti), agli inquinanti biologici (muffe e batteri), ai composti organici volatili (formaldeide, benzene, chetoni, pentaclorofenolo), ai prodotti derivanti dalla combustione, all'eccessiva umidità, agli aerosol di sostanze nocive usate nei prodotti domestici, ma anche all'inadatta e scarsa illuminazione naturale, ai composti radioattivi come il gas radon, agli inquinanti fisici come i campi elettromagnetici, al rumore, alle tinteggiature o ai materiali con colorazioni non adatte, e infine sono anche conseguenze di problemi di ordine psicologico.
I possibili interventi passano inevitabilmente dalla riduzione degli eventuali agenti patogeni all'interno della casa:
1. Eliminazione delle fonti di inquinamento interno: risolutivo ma non sempre possibile, nel caso dei materiali costitutivi l'alloggio, di facile intervento nel caso dei prodotti domestici (uso di saponi biodegradabili di origine vegetale, cere e oli naturali, ecc.), e dell’impianto elettrico (installazione di disgiuntori di rete);
2. Frequenti ricambi d'aria: occorre arieggiare bene tutte le stanze (l'aria interna è sempre più carica di quella esterna, anche nelle grandi città);
3. Costruire con materiali sani: la scelta dei materiali e il loro corretto utilizzo è una garanzia per una vita più sana e in armonia con l'ambiente.

Ma la casa è anche un sistema e come tale va studiato e trattato nella totalità delle sue interazioni: non si dovrebbe agire su una delle sue parti senza considerare le ricadute sulle altre e non si dovrebbe agire sulla qualità dell’aria senza considerare le implicazioni nella gestione, anche energetica dell’edificio.
Infatti proseguendo l'analisi appare una seconda chiara evidenza:
LE NOSTRE CASE CONSUMANO TROPPO.
In genere per riscaldare un appartamento di 130 mq occorre tanta energia quanta ne occorre a un'automobile di media cilindrata per andare da Roma a Genova; inoltre il riscaldamento del patrimonio edilizio italiano consuma quanto tutto il sistema dei trasporti (più di un terzo delle fonti fossili che importiamo). E nonostante l'impegno assunto dall'Italia nel 1997 a Kyoto, le emissioni di CO2 sono aumentate.
Il primo passo è far effettuare da un tecnico una diagnosi energetica dell'edificio e dell'impianto di riscaldamento per sapere quanto si può consumare di meno a parità di benessere termico e cosa occorre fare per consumare di meno.
1. Eliminare le dispersioni di calore: da dove? Dai vetri? Dagli infissi? Dal sottotetto? Dai muri perimetrali? Le cose più semplici sono la sostituzione dei vetri con vetrocamere, il cambio degli infissi, l'applicazione di termovalvole sui radiatori (per tenerli al minimo quando non c'è nessuno), coibentare i cassonetti delle tapparelle.
2. Valutare l'efficienza della caldaia: se la caldaia è inefficiente con cosa cambiarla? Con una caldaia a scarti di legna? Con una caldaia a condensazione? Con un impianto di micro-cogenerazione? Con collettori solari termici e caldaia d'integrazione inserita nel serbatoio di accumulo? Con un mix d'interventi sulla coibentazione e sull'impianto termico? Se si ha un impianto autonomo occorre valutare il rapporto tra i costi che ciascuna di queste soluzioni richiede e la riduzione dei consumi energetici che consente di ottenere, in modo da valutare in quanti anni i risparmi sulle spese di gestione ammortizzano l'investimento. Se l'impianto è condominale si potrà scegliere di installare su ogni radiatore, o per ogni appartamento, dei contabilizzatori di calore, in modo da pagare l'energia termica a consumo.
3. Aumentare l'isolamento termico: dove è possibile intervenire sarebbe sempre bene aumentare l'isolamento del tetto, con isolanti di origine vegetale o animale; oppure creare una serra solare, in modo da creare un cuscinetto termico con l'esterno sulla parete esposta a sud.
4. Privilegiare l'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili: quasi tutte le Regioni presentano incentivi per la realizzazione di impianti a collettori solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria, tanto che il costo dell'intervento potrebbe essere ammortizzato nel giro di cinque/sei anni, con notevoli vantaggi per tutti.

Diminuire gli sprechi significa che un grado meno di temperatura ambiente fa risparmiare l'8% del combustibile.
Se vediamo tutto questo in termini di flussi di energia e di nutrienti, considerando tutto quello che entra ed esce dalle nostre case, possiamo notare, oltre all'approvvigionamento energetico, che dovrebbe provenire massimamente da fonti rinnovabili, la presenza di un nutriente fondamentale: l'acqua. Come un organismo vivente innestato sopra un altro organismo vivente chiamato Terra, la casa attinge da quest'ultimo grandi quantità di acqua pulita restituendone in cambio acqua putrida.
Da cui una terza chiara evidenza:
LE NOSTRE CASE SPRECANO NUTRIENTI PREZIOSI.
La superficialità con cui usiamo un bene prezioso come l'acqua è dovuto probabilmente alla facilità di approvvigionamento che nelle nostre case avviene attraverso gli impianti igienici e gli interventi che sarebbero auspicabili avrebbero poco senso senza una consapevolezza relativa ad un cambio di abitudini nei confronti del consumo improprio di questo bene (per una doccia di 3 minuti si usano 50 litri, ad ogni scarico dei servizi igienici scorrono via 10 litri). Le ultime statistiche riferite agli attuali consumi, dicono dal 2025 inizieremo a non avere più acqua a disposizione in natura per coprire il consumo totale.
1. Limitare il consumo di acqua: è possibile applicare erogatori delle docce con regolatore interno del flusso e frangigetto areati dei rubinetti permette di risparmiare il 50% di acqua, con una spesa minima; installare cassette di scarico per sciacquoni con limitatore di flusso o con cassetta a doppio tasto; utilizzare lavatrici e lavastoviglie a risparmio energetico e a pieno carico; depurare e potenziare le qualità dell'acqua domestica con depuratori idonei, in modo da limitare l'uso di acque minerali (il consumo procapite di acque minerali è passato negli ultimi dieci anni da 36 a 107 litri pro-capite all’anno).
2. Impianti di recupero di acque luride e piovane: per chi possiede un giardino è possibile installare serbatoi interrati per il recupero delle acque piovane che potranno essere utilizzate per annaffiare o negli scarichi domestici; le acque luride potrebbero essere recuperate andando ad alimentare impianti di fitodepurazione, che attraverso l'azione autodepurativa delle canne palustri, garantiscano la restituzione all'ambiente di un'acqua pulita.
3. Recupero dei liquami: l'abitudine di gettare negli scarichi qualsiasi tipo di liquido ha fatto si che oggi nei liquami si trovi di tutto: vernici e diluenti, agenti chimici per sturare i tubi, candeggina, solventi per unghie, perfino antibiotici e estrogeni. Questi compositi risultano inutilizzabili e possono contaminare i sistemi naturali e le riserve di acqua potabile.
4. Riciclo dei materiali: utilizzando materiali e finiture naturali nella costruzione di una casa si potrà facilmente comprendere il riciclaggio al loro termine di utilizzo, oppure riconsegnarli all'ambiente da cui sono stati presi, chiudendo il ciclo "dalla culla alla culla".
Auspichiamo che gli edifici possano essere efficaci come gli alberi, arrivando a produrre più energia di quella che consumano e purificando le proprie acque di scarico.

Il fenomeno della vita non può, tuttavia, ridursi ad un problema chimico-fisico: la vita sfugge a queste limitazioni e sopratutto la vita dell'uomo è un insieme di fattori prevalentemente psichico-emotivi piuttosto che fisici, quindi la qualità della sua vita deriva dall'insieme degli uni correlati agli altri. Oltre l'organismo casa occorre riscoprire quei valori che sono legati al mondo simbolico, come le forme, gli spazi, il senso dei luoghi, in modo che l'abitazione si adatti alla persona che la abita, come fosse un vestito.
Attraverso la riscoperta del ruolo sacrale dell'architettura appare una ulteriore evidenza:
LE NOSTRE CASE NON SONO COERENTI CON LE ESIGENZE DI VITA E SVILUPPO DELL'UOMO.
L'attuale tecnica delle costruzioni tiene conto soltanto dell'aspetto fisico dei materiali ed usa le forme solo in ossequio ad un meglio definito senso estetico ignorando che ogni forma, nascendo da un pensiero, ha delle relazioni con il mondo spirituale. Nasce la necessità di sapere se le variazioni dei campi magnetici naturali fanno bene o fanno male, se i materiali sono idonei per quell'ambiente e infine se le forme e i colori sono i più adatti per chi abita.
1. Ricerca delle forme armoniche: le costruzioni funzionano come casse armoniche, positive o no, per tutto quel complesso di elementi che porta il nostro essere ad un continuo scambio di energie con l'ambiente. Da ogni forma vengono emesse delle onde così forti da produrre un campo di energia composta da elementi fisici in grado di influire sulla psiche umana. Inoltre le forme sono portatrici di forze diverse che vanno utilizzate per assecondare le varie attività umane. Come utilizziamo dei materiali a seconda delle loro caratteristiche intrinseche, così possiamo pensare che le varie stanze di cui è composta la casa debbano avere delle forme diverse secondo le diverse funzioni che devono assolvere. Paradossalmente diventa positiva una casa in cemento con le forme giuste (la struttura in cemento blocca le energie) rispetto a una casa costruita con materiali sani ma con forme sbagliate, perché amplifica le energie veicolate dalla forma. Quando la forma risponde a verità, quando è sviluppata secondo le leggi della Sezione Aurea e della scala musicale, si percepisce l'armonia, la bellezza.
2. Coordinazione dei colori in risonanza: i colori hanno un'influenza sulla nostra mente anche ai livelli più profondi, creando un nesso di causa-effetto con il nostro benessere psicofisico, per cui un uso sbagliato dei colori può divenire inquinante. In questo caso gli interventi possibili sono molteplici tanto da arrivare a desiderare di avere un colore diverso in ogni stanza, in base alle diverse funzioni da assolvere e alle forze da veicolare anche attraverso la scelta di pitture a base minerale, vegetale o animale.
3. Possibilità di variazione metamorfosi: dovremo considerare la casa come un modello che può subire delle metamorfosi, arrivando a dover superare una determinata forma, ed all'interno del quale dovremo operare delle variazioni, cioè delle modificazioni all'interno di una forma, per far aderire il modello alle nostre rinnovate esigenze.

Tuttavia la cosa forse più importante, e alla portata di tutti, per percepire e armonizzare gli ambienti è quella di cominciare ad amarli per quello che sono, cioè per la funzione che essi hanno per noi. Questo tipo di sentire può portare a riequilibrare la nostra casa in quanto anche la casa non ha ragione d'essere se non per le funzioni ch'essa svolge e la prima di queste funzioni è la protezione contro le molteplici aggressioni dell'ambiente (rigore del clima, promiscuità dei vicini, ecc.). Anche in questo senso si dice che la casa è la "terza pelle" dell'essere umano.
Possiamo vedere nostra casa come un essere in cui gli ambienti sono siti carichi, e che stanno caricandosi, di forme vibratorie energetiche. Ognuno d'essi ha sue precipue proprietà e ha influenza su chi lo abita, anche su quelli che vi possono soggiornare solo per brevi periodi. Così, come dobbiamo avere cura e attenzione per il nostro corpo, dobbiamo tenere in considerazione i siti della nostra casa.
Molto spesso i luoghi si caricano dei pensieri pesanti, delle tensioni e delle preoccupazioni dei loro abitanti. Se si porta loro rispetto, come si dovrebbe portarne a tutto ciò che ci circonda, siamo in grado di sintonizzarci con loro. Quante volte si rimane piacevolmente sorpresi dalla quiete, dalla pace e dell'armonia che si "percepiscono" in un'antica chiesa o nel suo chiostro, ed è sempre una sorpresa accorgersi per quanto tempo, poi, queste sensazioni rimangono con noi. In altri casi è l'ambiente che riversa la sua carica energetica su chi giunge per la prima volta in lui. Subito dopo, come fossero anticorpi, gli agenti di reazione creano una barriera di difesa e l'ambiente sembra che torni sopportabile. Ma coloro che già sono deboli, o non consapevoli di questo, non riescono a reagire e nel giro di non molto tempo possono iniziare a percepire i sintomi che li porteranno ad ammalarsi.

...


Il dott. A. Schneider, fondatore dell'Istituto di Baubiologie, elaborò un testo diffuso per corrispondenza dal 1975 in Germania, che elenca i 25 punti per Vivere in modo più sano costruendo biologicamente:
"Perché una costruzione sia biologica, devono essere tenute presenti le seguenti condizioni:
- il terreno su cui sorgerà la costruzione, deve essere esente da perturbazioni geologiche (campi magnetici sotterranei, correnti idriche ecc.).
- La costruzione dovrà essere distante da centri industriali o da grandi correnti di traffico.
- Le costruzioni devono essere distanziate tra loro in mezzo a macchie di verde.
- La casa ed il villaggio (insediamento) devono essere progettati in modo individuale, dignitoso, a misura della famiglia e permettere la formazione di comunità.
- Materiali da costruzione devono essere naturali e non sofisticati.
- Le pareti devono essere permeabili e permettere la diffusione del vapore.
-La regolazione dell'umidità ambiente deve avvenire in modo naturale (materiali igroscopici).
- Le pareti esterne devono essere capaci di filtrare gli agenti tossici dell'atmosfera e neutralizzarli (materiali da costruzione assorbenti).
- Occorre fare attenzione all'equilibrio delle caratteristiche termiche dei materiali (accumulazione, coibenza, smorzamento).
- Le temperature superficiali e le temperature ambiente devono essere ottimali.
- Occorre realizzare un riscaldamento radiante e pensare alla massima utilizzazione dell'energia solare.
- Tempi di asciugamento della costruzione devono essere brevi.
- La costruzione finita deve essere esente da forti odori, anzi dovrà avere odore gradevole (legno, mattone, cera) e non emettere vapori tossici.
- I colori, l'illuminazione, la luce devono essere il più possibile naturali.
- Devono essere posti in atto accorgimenti costruttivi per proteggere dalle vibrazioni e dai rumori.
- I materiali impiegati devono essere privi di radioattività. - Occorre conservare il campo elettrico naturale dell'aria e la ionizzazione fisiologica nei locali.
- Il campo magnetico naturale non deve essere modificato. - Non devono esserci campi elettromagnetici indotti da installazione non schermate.
- La costruzione deve essere permeabile alle radiazioni cosmico-terrestri.
- Impiegare delle nozioni di fisiologia nell'arredamento e nelle forme dei locali.
- Prendere a riferimento misure, proporzioni e forme armoniose.
- I materiali da costruzione devono essere a basso consumo energetico nella produzione e non i inquinanti durante la lavorazione e in caso di eventuale futura demolizione.
- Usare materiali che non impoveriscano le scorte di materie prime in via di esaurimento.
- Progettazione in modo da evitare conseguenze sociali dannose"

Arch. Paolo Petrioli
Esperto in bioarchitettura

Occorre considerare la casa come organismo che vive con chi abita, nell'antica relazione corpo-casa-cosmo, percependo l'involucro abitativo come una «terza pelle». Al pari delle prime due, il derma ed i vestiti, deve proteggere l'organismo che contiene, ma anche metterlo in rapporto con l'ambiente circostante: costituita da pavimento, pareti e soffitto la casa deve garantire una elevata permeabilità al vapore acqueo e alle radiazioni cosmico-terrestri, oltre a possedere proprietà termo-regolatrici in maniera bilanciata (deve poter accumulare calore e rilasciarlo con gradualità).