I nostri consigli: una rubrica per suggerimenti e indicazioni su libri, film, salute, pratica e aspetti della nostra quotidianità.
Questo articolo viene pubblicato per gentile concessione del Prof. Giuseppe Mussardo, Professore di Fisica Matematica alla S.I.S.S.A. (Scuola Internazionale di Studi Superiori Avanzati di Trieste)
È raro che un libro di argomento scientifico balzi ai primi posti di vendita, attragga la curiosità del grande pubblico, appaia nelle pagine culturali dei giornali e diventi infine un caso editoriale. Raro, ma non impossibile. Negli anni passati l'impresa era riuscita sia a Sephen Hawking, con il suo Dal Big Bang ai Buchi neri. Breve storia del tempo , che a Roger Penrose, con La mente Nuova dell'imperatore . Ultimamente è stata la volta di Brian Green, professore di Fisica e Matematica presso la Columbia University di New York. Nel 1999, con traduzione in italiano nel 2000, Green pubblica L'Universo Elegante. Superstringhe, dimensioni nascoste e la ricerca della teoria Ultima , ed in breve tempo scala le classifiche di vendita, prima negli Stati Uniti e poi in Europa.
Il libro affronta con grande abilità divulgativa alcune questioni fondamentali della scienza in grado di affascinare non solo gli specialisti ma anche l'uomo comune. Cosa sappiamo dell'Universo? Ha avuto un origine e quando? Qual è la natura del tempo e dello spazio? Vi è una legge universale che regola il comportamento della natura dalle scale infinitamente piccole a quelle infinitamente grandi? Quali sono i costituenti ultimi della materia?
Invero si tratta di un libro complesso e forse non accessibile a tutti, perché tratta di tematiche di grande complessità tecnica, ma Green fa un notevole sforzo per cercare di renderle il più possibile fruibili ai non addetti ai lavori, avvalendosi invece che del linguaggio matematico dei fisici teorici, di sapienti analogie e di esempi facilmente comprensibili. Ne risulta quindi un testo al quale ci si può avvicinare con poca, o nulla, preparazione matematica, riuscendo tramite uno stile brillante, e un'esposizione precisa, ad illustrare il grande dilemma teorico della compatibilità tra le leggi della meccanica quantistica che regolano il mondo microscopico e le leggi della relatività generale che reggono le sorti degli agglomerati stellari e dell'universo tutto. Il tutto con dovizia di particolari e divagazioni biografiche sui grandi fisici del primo novecento (Planck, Einstein, Bohr, Heisenberg, Schroedinger, etc.).
Il paradigma della teoria è illustrato efficacemente nelle prime pagine del libro. La teoria delle stringhe proclama che tutte le proprietà delle particelle elementari sperimentalmente identificate, dai valori della loro massa, della loro carica, etc. altro non sono che la manifestazione dei modi diversi in cui una stringa può vibrare. Un oggetto matematico che si comporta come una corda di violino, la quale ha delle frequenze di risonanza con cui vibra, e che noi percepiamo come armoniche musicali. Nel caso della stringa queste vibrazioni, anziché produrre suoni , esse si manifestano sotto forma di particelle e di interazione tra esse. Quindi ben lontana da essere una collezione caotica di dati senza alcuna struttura, l'intera gamma della materia si presenta, all'interno sella teoria delle stringhe, come la manifestazione di un solo principio fisico. Poiché ogni particella elementare altro non è che una particolare frequenza di vibrazione della stringa, “l'universo, essendo composto da un numero enorme di queste stringhe che oscillano, altro non è che una sinfonia cosmica”.
In conclusione, il libro di Green ha il grande merito di rendere popolare ad un vasto pubblico le motivazioni che spingono i fisici teorici a ricercare la soluzione di uno dei problemi più importanti ed affascinanti della ricerca scientifica, quello dell'unità di tutte le leggi della natura. Il risultato della fatica di Green è un racconto vivido dei vari ostacoli teorici e del loro superamento, così come del ruolo giocato dai vari protagonisti in questa sfida intellettuale. Il tono entusiasta e lo stile brillante con cui sono esposte le grandi idee e conquiste scientifiche risultano particolarmente avvincenti lungo tutta la lettura del libro, e non stupisce quindi che abbia avuto facile presa anche su coloro non particolarmente addentro agli sviluppi della fisica teorica del nostro secolo. Con esso Green ha dimostrato una volta di più che volendo si può fare un'ottima divulgazione scientifica, senza necessariamente volgarizzare gli argomenti scientifici, cercando invece di selezionare un linguaggio semplice ma articolato per esporre anche i concetti più astratti e complicati.
Una cosa che su cui molti scienziati dovrebbero riflettere.
Questa rubrica riunisce consigli, indicazioni e suggerimenti sui più diversi ambiti: dall'editoria. alla musica, al teatro, alla salute, e ai vari aspetti della quotidianità, con anche approfondimenti sulle discipline trasmesse dall'Istituto.
Suggerimenti "confidenziali", che non vogliono altro che offrire ai nostri visitatori. un diverso punto di vista, uno spunto di riflessione, un parere o semplicemente una recensione di opere che ci hanno per qualche ragione colpito particolarmente.