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Vita e società : articoli di approfondimento.


Liberare il Panchen Lama
campagna promossa dall’Associazione Italia-Tibet

IL PIÙ GIOVANE PRIGIONIERO POLITICO DEL MONDO

Aderiamo alla campagna per la liberazione del Panchen Lama, detenuto dalle autorità cinesi da tredici anni. Benché la detenzione ingiustificata (Gedhun Choekyi Nyima fu segregato all’età di sei anni) di chiunque sia un atto riprovevole in assoluto, in questo caso specifico alla illegittimità si aggiunge la prepotenza nei confronti di un popolo che riconosce nella figura di quel ragazzo (ora è diciannovenne) un’importante autorità di carattere spirituale.
Un po’ come se le autorità italiane imprigionassero un alto dignitario della Chiesa senza fornire notizie delle motivazioni né dello stato del detenuto.
Per tradizione, dopo la morte del Panchen Lama, il Dalai Lama ne riconosce la reincarnazione e, viceversa, il Panchen Lama riconosce la reincarnazione del Dalai Lama. Le autorità cinesi hanno sequestrato il Panchen Lama riconosciuto dal Dalai Lama, sostituendolo con un altro, scelto dal regime e allevato a Pechino, sotto lo sguardo vigile degli organi del Partito.
Si presume che, crescendo un Panchen Lama “di regime”, le autorità cinesi ritengano che, alla morte dell’attuale Dalai Lama, il falso Panchen Lama riconosciuto da Pechino sceglierà, come massima autorità del Tibet, una figura “fantoccio”, gradita al Partito.

Il link qui sotto riportato collega a una pagina dell’Associazione Italia-Tibet che promuove la campagna per la liberazione del Panchen Lama. Oltre a maggiori informazioni sulla vicenda, sulla pagina è possibile scaricare una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri in Italia e al Segretario Generale delle Nazioni Unite.

http://www.italiatibet.org/cosa%20puoi%20fare/tibetcosapuoifare.htm

 

Per tradizione, dopo la morte del Panchen Lama, il Dalai Lama ne riconosce la reincarnazione e, viceversa, il Panchen Lama riconosce la reincarnazione del Dalai Lama. Le autorità cinesi hanno sequestrato il Panchen Lama riconosciuto dal Dalai Lama, sostituendolo con un altro, scelto dal regime e allevato a Pechino, sotto lo sguardo vigile degli organi del Partito.
Si presume che, crescendo un Panchen Lama “di regime”, le autorità cinesi ritengano che, alla morte dell’attuale Dalai Lama, il falso Panchen Lama riconosciuto da Pechino sceglierà, come massima autorità del Tibet, una figura “fantoccio”, gradita al Partito.