Google
WWW www.ieau.it

Passarono dal triangolo delle Bermude (l’unico luogo al mondo dove scompaiono i pantaloncini corti)”
(Alessandro Bergonzoni)


Se il viaggio è scoperta e desiderio di comprensione, allora per ogni individuo esiste un viaggiare diverso, costituito dal desiderio di arricchire il proprio bagaglio e dalla curiosità di scoprire altri mondi e altri modi. Non possiamo accontentarci di un museo o di un monumento, tanto più se visitato con l’orologio alla mano, secondo i tempi prefissati da una guida che deve rispettare un programma. Meglio allora, secondo noi, dedicare uno spazio più grande e “personale”, in cui fin dal principio far “crescere” in sé la voglia del viaggio e il piacere di conoscere.

Se amiamo le guide stampate, meglio studiarle “prima” attentamente, e leggerne più d’una, tenendo presente che ciò che offre il mercato – non si sa perché – o si rivolge ad un viaggiatore “squattrinato” (consigliando stamberghe per dormire, bettole dove si mangia “con poco” e spostamenti estenuanti per spendere meno), o suppone che il lettore sia un ricco miliardario e buongustaio, in grado di spendere lo stipendio medio di un lavoratore, in due giorni di soggiorno in una qualunque città.

Consultare dunque con criterio, e informarsi attraverso più canali. E’ utile leggere anche la letteratura degli autori del posto: un romanzo ben scritto da uno scrittore autoctono, fornisce più elementi utili di un’intera enciclopedia dedicata. E’ anche bene non dimenticare la storia del posto, e un’elementare infarinatura geografica, da scolpire ben chiara nella memoria. Non tralasciare, infine, giornali e riviste locali (ormai si fanno arrivare facilmente dovunque) che, anche se non si padroneggia la lingua, possono comunque completare un quadro d’insieme.

Consigliamo anche di stabilire a priori un itinerario di massima, cercando d’abbondare nei tempi per prevedere inevitabili contrattempi e per concedersi il lusso di potersi fermare in pochi posti, ma a lungo. Privilegiare insomma la qualità alla quantità, tenendo presente che l’itinerario deciso può essere stravolto in qualunque momento, se ci capita la fortuna - non rara - che lo spirito del viaggio ci prenda a un certo punto per mano, accompagnandoci verso situazioni e posti poco conosciuti, che mai avremmo potuto prevedere. Consigliamo, soprattutto, il massimo rispetto per le culture che ci rechiamo a visitare: siamo ospiti in casa d’altri, e in quel luogo valgono regole e usanze più vecchie di noi e, spesso, dell’intera nostra storia. Non giudichiamo, non pretendiamo di aver capito di più, né mai disprezziamo gesti o offerte che possono sembrarci di poco conto: potremmo sembrare dei “barbari”, portatori di una presunzione poco comprensibile altrove. A volte, i guai sono cercati (e trovati), e rappresentano l’effetto d’ignoranza e superficialità.

Crediamo che non serva un grande bagaglio, per viaggiare: meglio portare se stessi in viaggio che caricarsi con le proprie sicurezze. Provate quest’esperienza: portate con voi davvero l’indispensabile, e comprate strada facendo tutto ciò che vi serve man mano, lasciando dietro di voi – regalandolo a qualcuno – tutto ciò che è di troppo. Vivete con gli abiti e gli attrezzi che trovate sul posto, mettendovi davvero “nei panni” degli altri. Restate, alla fine, solo con ciò che indossate, portando, come souvenir, gli sguardi stupiti di coloro ai quali avete regalato le vostre cose. Tornerete più ricchi; e molto, molto più leggeri.

Ci è capitato di organizzare dei viaggi, senza aver l’ambizione di diventare dei “tour operator”. Semplicemente, abbiamo provato a mettere in pratica, per piccoli gruppi d’associati all’Istituto, questa visione del viaggiare all’interno dell’esperienza, considerando il valore prezioso che il viaggio riveste, in un percorso di ricerca di sé.

Ciò ha richiesto lunghe preparazioni, ricerche, viaggi di ricognizione, contatti e l’intervento di uno staff addestrato ed esperto. Nulla a che vedere con i percorsi standard del turismo di massa, ma piuttosto un lavoro condotto con impegno, per cercare il senso di itinerari mirati, nella storia di popoli e paesi. Abbiamo fatto programmi, stilato itinerari, cercato luoghi e atmosfere il meno possibile convenzionali, scavando nella storia, nella leggenda e nella letteratura di ogni tempo. Ci siamo poi presi il lusso di distruggere tutto al momento, non appena ci rendevamo conto che l’aspettativa e la consuetudine, prendevano il posto dell’originalità della scoperta. Lo abbiamo fatto consapevolmente, privilegiando sempre la sorpresa e lo spirito del luogo, rispetto alla sicurezza di un percorso nel conosciuto e nell’abitudinario.

Riteniamo che il viaggio non debba essere un trasloco delle proprie abitudini, ma la curiosità di scoprire altri “modi”, la possibilità rara di affrontare le proprie abitudini e scoprirne la limitatezza, quelle sbarre che sono sempre state tra noi e il nostro desiderio di vivere una vita piena. Per questo, a nostro avviso, il viaggio vero non richiede un obiettivo, un punto d’arrivo. Già l’atto del partire è il viaggio stesso, e ogni punto del percorso – ogni attimo di vita vissuta viaggiando – contiene già in sé lo spirito e il significato tutto intero del “viaggiare”. E tutto sommato, utilizziamo questo verbo solo per intenderci su un’azione che ha certe caratteristiche descrivibili.

In realtà, piuttosto che “viaggiare” bisognerebbe dire “vivere”, e allora forse sarebbe più chiaro comprendere quanto la nostra stessa vita non è che un viaggio, nei luoghi infiniti della nostra possibilità di comprendere.

Crediamo che non serva un grande bagaglio, per viaggiare: meglio portare se stessi in viaggio che caricarsi con le proprie sicurezze. Provate quest’esperienza: portate con voi davvero l’indispensabile, e comprate strada facendo tutto ciò che vi serve man mano, lasciando dietro di voi – regalandolo a qualcuno – tutto ciò che è di troppo. Vivete con gli abiti e gli attrezzi che trovate sul posto, mettendovi davvero “nei panni” degli altri. Restate, alla fine, solo con ciò che indossate, portando, come souvenir, gli sguardi stupiti di coloro ai quali avete regalato le vostre cose. Tornerete più ricchi; e molto, molto più leggeri.